Andava girando, saettando da una parte all’altra di una radura, dentro e ai limiti del bosco. Volava senza pace, fermandosi ogni tanto, immobile nell’aria, ad osservare il mondo che la circondava. Non aveva pace. E allora ripartiva volando repentinamente in alto e si rifermava, guardando. Poi ancora in volo e, quelle sue tenere ali, riflettevano il sole tanto che sembravano saette luminose. Era bellissima, piena di colori luminescenti e sembrava una trottola. Girava impazzita alla ricerca di qualcosa, forse della vita stessa. Non aveva pace. E per un tempo interminabile non si fermò mai, sempre alla ricerca, di qualcosa, di qualcuno. Passavano i giorni e le stagioni e lei, sempre li, cercando e cercando. Non c’era luogo che lei non avesse visto, che non avesse osservato. Le sue splendide alette, non avevano pace, e volava. di continuo... la vita sfiorava.
Un giorno, d’alto, vide una macchia colorata e vistosa. Era un bimbo che giocava tranquillo e beato con i suoi secchielli e le formine colorate. Si avvicinò circospetta e si piantò nell’aria proprio davanti a lui. Il bimbo sentendo il rumore che le sue piccole ali provocavano, alzò lentamente gli occhi e la guardò stupito. Era bellissima, e anche lei non poté fare a meno di ricambiare quel sentimento. Lentamente il bimbo protese la mano verso di lei con i palmi rivolti verso il cielo, e attese. Lei capì subito le sue intenzioni e si mosse, piano piano, verso quell’innocente manina. E ci si posò, delicatamente. Lui chinò la sua testa e la baciò con tenerezza e delicatezza. Lei allora strinse le sue magre zampette su di un dito, chiuse gli occhi e si appisolò, stanca del suo lungo viaggio e della sua eterna ricerca. Era arrivata.
Ora riposava beata, felice, si sentiva in pace col mondo e con tutto. E forse sognava... la vita.
domenica 13 maggio 2012
giovedì 10 maggio 2012
Il 27
Col 27 s'andava a Scandicci, prima che la Tramvia se lo mangiasse con i ricordi. Quei Megabus a due piani erano uno spettacolo. Ricordo ancora le corse fatte al capolinea, davanti al bar Deanna in piazza Stazione, per andare per primi al piano superiore, proprio davanti: ai finestrini! E sembrava d'essere in barca. Come curvava, ti sentivi sporgere verso l'esterno, e più erano vecchi gli autobus e più l'effetto si sentiva. Sopra c'era sempre poca gente, anche perché i "vecchini" su, non ci montavano, cerano gli scalini da salire, e quindi diventava un luogo dove si era padroni... Ogni tanto s'inquietavano i bigliettai (si allora il biglietto si faceva a bordo) ma soltanto per accontentare qualche passeggero uggioso... ci brontolavano infatti sorridendo, anche perché non facevamo mai niente di male. Comunque quel dondolio continuo, dava proprio l'impressione di veleggiare in un "mare" fatto di cemento.
Così a volte nascono le idee, si trasformano, si realizzano, fantasticano e si concretizzano in un dipinto. E la cosa stupenda è che, mentre li dipingi, rivivi quegli attimi, quelle sensazioni e quelle emozioni.... come la celeberrima madeleine di Proust.
domenica 6 maggio 2012
Il tempo che passa
Come sarebbe stato bello poterti abbracciare,
Stringerti forte e assaporarti il profumo.
E come sarebbe stato bello accarezzarti
e sfiorarti amabilmente la pelle.
Svegliarti ogni mattina con un bacio
e una tazzina di nero caffè.
Sarebbe stato bello lo scorrer del tempo,
vedere il tuo volto e il tuo corpo cambiare.
Vederti creare la vita ed i sogni.
Invecchiare pian piano e baciare
ogni tua più piccola ruga,
trofeo inconsapevole di ogni giorno vissuto.
Guardarti negli occhi e sognare.
Vederci le stelle e parlare, parlare, parlare.
Ma alla fine rimane solo e soltanto una stella,
A sigillo di amore stupendo,
per quello che non è successo,
e per quello che è stato e per quel che sarà.
Maurizio
giovedì 19 aprile 2012
Maschera Mod 1321960
Mi calza a pennello.
Non ricordo nemmeno il momento che l’ebbi indossata.
E’ cresciuta pian piano, adattamento perfetto.
E’ comoda e utile, sicura, efficace.
Ti senti protetto, ti senti migliore.
Con quella puoi fare di tutto:
Cantare, strillare, giocare.
Parlare, amare, scherzare.
Andare, volare, sognare.
Saltare, pensare, creare.
Puoi anche capire, partire, vestire.
Lambire, gioire, sentire.
Infine correre, scrivere, piangere.
Ridere, contendere, prendere.
Quella maschera ogni tanto la togli.
E inizi vagamente a sognare.
Per un attimo finalmente, tu vivi sincero.
Ecco allora che esce il tuo mondo.
Emozioni, sogni, ricordi, desideri anelati e gioie vissute.
Sentimenti che credevi perduti riaffiorano lasciandoti triste.
Ti lascia spiazzato quel mondo nascosto.
Non hai più difese e ne sei sopraffatto.
E cedendo decidi che è l’ora.
E la maschera rimetti di nuovo.
Così puoi cantare, strillare, giocare.
Parlare, amare, scherzare.
Andare, volare, sognare.
Saltare, pensare, creare.
Puoi anche capire, partire, vestire.
Lambire, gioire, sentire.
Infine correre, scrivere, piangere.
Ridere, contendere, prendere.
mercoledì 18 aprile 2012
Colori
Dopo una lunga gestazione, almeno da parte mia, è nata questa piccola creaturina.
Trent'anni fa, circa, buttai giù le prime note di questa canzone che rimasero abbozzi non riuscendo a dargli un seguito, poi, piano piano, sono cresciute ma purtroppo si erano perse nel tempo ed erano finite su un pentagramma perso in uno scatolone. Qualche tempo fa Salva mi chiese se avevo dei brani che non usavo. Io rispondendogli affermativamente, mi rimisi all'opera cercando di completare quel brano. C'era solo un inciso, ma piano piano ha preso forma finché non è passato nelle mani di Salvatore che con Claudio lo ha completato, prima con parole che mi si addicono alla perfezione, poi con un arrangiamento che mai, avrei potuto realizzare. Questo è risultato. E' inutile dire che sono soddisfatto. Di meglio non avremmo potuto fare. Oddio, chissà, forse un domani!
Trent'anni fa, circa, buttai giù le prime note di questa canzone che rimasero abbozzi non riuscendo a dargli un seguito, poi, piano piano, sono cresciute ma purtroppo si erano perse nel tempo ed erano finite su un pentagramma perso in uno scatolone. Qualche tempo fa Salva mi chiese se avevo dei brani che non usavo. Io rispondendogli affermativamente, mi rimisi all'opera cercando di completare quel brano. C'era solo un inciso, ma piano piano ha preso forma finché non è passato nelle mani di Salvatore che con Claudio lo ha completato, prima con parole che mi si addicono alla perfezione, poi con un arrangiamento che mai, avrei potuto realizzare. Questo è risultato. E' inutile dire che sono soddisfatto. Di meglio non avremmo potuto fare. Oddio, chissà, forse un domani!
Grazie a Salvatore Pintore e Claudio Bechi questo è stato il risultato.
Su YouTube ci sono altre canzoni che loro hanno creato e cantato... Andate ad ascoltarli, ne vale la pena!
domenica 8 aprile 2012
Una serata per Trame Africane
Eccoci qui! Dopo la splendida serata dedicata a Trame Africane, rimane, forte, la sensazione che anche qui sia possibile ricreare quello che ormai da anni fa Pasquale in Campania. Coinvolgere tante persone nel nostro progetto. Si "nostro", anche perché mi sento, anche se in minima parte, parte di questo, immenso, stupendo, progetto di vita!
La serata di giovedì è stata a dir poco straordinaria, con un'affluenza di pubblico fuori da ogni aspettativa. Era cominciata con tante rinunce a venire, ma poi, una volta aperti i cancelli, una marea di gente si è presentata. Da togliere il respiro. Vorrei ringraziare Vincenzo per quello che è riuscito a fare. Ha fatto un capolavoro. Poi lo spettacolo "Sogni"! Non poteva essere un titolo migliore perché Trame è un sogno continuo che piano piano si realizza, diventa concreto. Vedere sullo schermo del teatro il sogno realizzato dell'ospedale di Kiruja, è una soddisfazione immensa. Un grazie va anche a Beppe Dati, che ci ha saputo regalare emozioni incredibili. Canzoni come "Gli uomini non cambiano", "Non amarmi" "Cirano" e le altre, che ci hanno accompagnato in questi ultimi tre decenni, non finiscono mai di sorprenderci. Poi infine Pasquale. L'anima, lo scheletro, la colonna, il capitello, insomma, Lui e Trame sono la stessa cosa. Instancabili e intramontabili.
Della serata non ho audio da proporvi, ma delle splendide immagini fatte dal grande fotografo Armando! e poi l'ultimo grazie al Pieraccioni! E' stato fantastico! Credo che, inconsapevolmente, recitando una canzone del Dati, "Vaffanculo" che cantò qualche anno fa', abbia dimostrato di quanto vane siano le parole usate fuori dal loro contesto. Quindi non parole, ma fatti. E Trame Africane in questo è maestra, perché riesce a concretizzare tutto ciò che progetta.
Non poteva esserci un modo migliore per farvi gli auguri in questa domenica di Pasqua!
La serata di giovedì è stata a dir poco straordinaria, con un'affluenza di pubblico fuori da ogni aspettativa. Era cominciata con tante rinunce a venire, ma poi, una volta aperti i cancelli, una marea di gente si è presentata. Da togliere il respiro. Vorrei ringraziare Vincenzo per quello che è riuscito a fare. Ha fatto un capolavoro. Poi lo spettacolo "Sogni"! Non poteva essere un titolo migliore perché Trame è un sogno continuo che piano piano si realizza, diventa concreto. Vedere sullo schermo del teatro il sogno realizzato dell'ospedale di Kiruja, è una soddisfazione immensa. Un grazie va anche a Beppe Dati, che ci ha saputo regalare emozioni incredibili. Canzoni come "Gli uomini non cambiano", "Non amarmi" "Cirano" e le altre, che ci hanno accompagnato in questi ultimi tre decenni, non finiscono mai di sorprenderci. Poi infine Pasquale. L'anima, lo scheletro, la colonna, il capitello, insomma, Lui e Trame sono la stessa cosa. Instancabili e intramontabili.
Della serata non ho audio da proporvi, ma delle splendide immagini fatte dal grande fotografo Armando! e poi l'ultimo grazie al Pieraccioni! E' stato fantastico! Credo che, inconsapevolmente, recitando una canzone del Dati, "Vaffanculo" che cantò qualche anno fa', abbia dimostrato di quanto vane siano le parole usate fuori dal loro contesto. Quindi non parole, ma fatti. E Trame Africane in questo è maestra, perché riesce a concretizzare tutto ciò che progetta.
Non poteva esserci un modo migliore per farvi gli auguri in questa domenica di Pasqua!
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| Vincenzo e Pasquale nella presentazione della serata! (Mi sa che qui mi sono salvato) |
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| L'autore dello spettacolo e delle sue grandi canzoni: Beppe Dati |
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| Non ricordo il nome della cantate ma ha cantato "Gli uomini non cambiano" in modo straordinario |
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| Qui, Armando mi aveva beccato in mezzo al pubblico nel mio tentativo (riuscito) di evitare certe chiamate sul palco da Pasquale. (Il prossimo anno dovrò inventarmi qualcosa di nuovo) |
giovedì 5 aprile 2012
Il cuscino colorato
Era ormai arrivata la primavera!
Il freddo e l’arido dei prati avevano ormai lasciato spazio a quel bellissimo verde brillante dell’erba e quella miriade di bellissimi fiori colorati. Le balenò un’idea folgorante. Avrebbe raccolto quell'innumerevole quantità di petali colorati per farci un cuscino dove, la sera, poggiare i suoi capelli neri e dormire!
Sarebbe stato bello addormentarsi su quel cuscino pieno di colori e di profumi. Avrebbe portato anche nel buio del sonno e della notte quella splendida primavera!
Cominciò così a raccoglierli, e piano piano riempì il suo cestino. Sembrava pieno di coriandoli colorati pronti per un nuovo attimo di festa. Corse a casa e, una volta presa una tela trasparente, ne confezionò un cuscino, a dir poco, paradisiaco.
Giunse la sera, e, quando fu il momento di coricarsi, prese quel cuscino, vi poggiò la testa e si addormentò beatamente e felicemente.
Sognò!
Ma non fu il solito sogno, infatti, per magia, quel cuscino aveva colorato i suoi sogni.
Prima erano tutti in bianco e nero. Adesso avevano tutte le sfumature dell’iride. Poteva vedere il blu del cielo, il verde dei prati, i mille colori dei fiori, più grandi e più belli di quelli del cuscino. Correva felice nel sogno. Correva felice in un mondo fantasticamente colorato!
Sognando, si accorse che la’ in fondo, c’era una macchia grigia! Nei suoi sogni in bianco e nero, prima non l’aveva mai vista, anche perché si mimetizzava alla perfezione. Ma così, in quel mondi colorato, spiccava in modo assoluto. Cominciò a correre verso di essa, e più che si avvicinava, passando da prati, fiumi, ponti, oggetti, case coloratissime, si accorse che era un forziere. Un’enorme cassaforte.
Rimase un attimo interdetta. Sulla cassaforte non cerano serrature ma soltanto una scritta sbiadita: “Se frughi tra gli angoli del cuore troverai la parola che apre il forziere”
Non gli ci volle tanto per capire.
Pronunciò la parola e come d’incanto la porta si aprì...
Ognuno di noi ha un ricordo nascosto, un pensiero, un desiderio. Non lasciamoli nascosti nei nostri sogni. Tiriamoli fuori, facciamoli vivere. In questi giorni pasquali facciamo in modo che si realizzino, e che la festa sia doppia. Auguri di tutto cuore. Maurizio
Il freddo e l’arido dei prati avevano ormai lasciato spazio a quel bellissimo verde brillante dell’erba e quella miriade di bellissimi fiori colorati. Le balenò un’idea folgorante. Avrebbe raccolto quell'innumerevole quantità di petali colorati per farci un cuscino dove, la sera, poggiare i suoi capelli neri e dormire!
Sarebbe stato bello addormentarsi su quel cuscino pieno di colori e di profumi. Avrebbe portato anche nel buio del sonno e della notte quella splendida primavera!
Cominciò così a raccoglierli, e piano piano riempì il suo cestino. Sembrava pieno di coriandoli colorati pronti per un nuovo attimo di festa. Corse a casa e, una volta presa una tela trasparente, ne confezionò un cuscino, a dir poco, paradisiaco.
Giunse la sera, e, quando fu il momento di coricarsi, prese quel cuscino, vi poggiò la testa e si addormentò beatamente e felicemente.
Sognò!
Ma non fu il solito sogno, infatti, per magia, quel cuscino aveva colorato i suoi sogni.
Prima erano tutti in bianco e nero. Adesso avevano tutte le sfumature dell’iride. Poteva vedere il blu del cielo, il verde dei prati, i mille colori dei fiori, più grandi e più belli di quelli del cuscino. Correva felice nel sogno. Correva felice in un mondo fantasticamente colorato!
Sognando, si accorse che la’ in fondo, c’era una macchia grigia! Nei suoi sogni in bianco e nero, prima non l’aveva mai vista, anche perché si mimetizzava alla perfezione. Ma così, in quel mondi colorato, spiccava in modo assoluto. Cominciò a correre verso di essa, e più che si avvicinava, passando da prati, fiumi, ponti, oggetti, case coloratissime, si accorse che era un forziere. Un’enorme cassaforte.
Rimase un attimo interdetta. Sulla cassaforte non cerano serrature ma soltanto una scritta sbiadita: “Se frughi tra gli angoli del cuore troverai la parola che apre il forziere”
Non gli ci volle tanto per capire.
Pronunciò la parola e come d’incanto la porta si aprì...
Ognuno di noi ha un ricordo nascosto, un pensiero, un desiderio. Non lasciamoli nascosti nei nostri sogni. Tiriamoli fuori, facciamoli vivere. In questi giorni pasquali facciamo in modo che si realizzino, e che la festa sia doppia. Auguri di tutto cuore. Maurizio
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