venerdì 30 dicembre 2011

Buon Anno!!! con il mio oroscopo!
























 Ariete - 21 marzo - 19 aprile
Avrete un anno di felicità cascasse il mondo... almeno fino al 21 Dicembre, anche perché dicono che caschi per davvero!

Toro - 20 aprile - 20 Maggio
Le corna non saranno un peso... sopravviverete come sempre. Avanti a testa bassa. Attenti al rosso (soprattuto economico).

Gemelli - 21 maggio - 20 giugno
Mi raccomando... decidete da che parte stare. Un po’ di qua e un po’ di la non si può più! Ne gioverà il vostro equilibrio!

Cancro - 21 giugno - 22 luglio
Sarà un anno di “pizzicamenti” e pizzicate bene il portafoglio.... perché sarà sempre più vuoto.

Leone - 23 luglio - 22 agosto
Che dire... sarà un anno splendido e sfavillante per i leoncini! Tutto andrà a meraviglia e non ci sarà nessun problema! Soldi, Salute, Amore a gogò! Che volete di più dalla vita? Forse vi mancano delle cose... ma le avrete. Il cuore fa miracoli!

Vergine - 23 agosto - 22 settembre
Mica può andare bene a tutti.... qualcuno messo male ci deve essere. La vita è così! Per chi felice, e per chi nefasta!

Libra - 23 settembre - 22 ottobre
La libra un so’ cos’è per cui passo avanti!
Anche se succederanno in questo periodo cose mirabili... fantasmagoriche... strabilianti...incommensurabili!

Scorpione 23 ottobre - 21 novembre
Non fate troppo i galletti... farete la fine dello scorpione che mi punse sul pollice... Li imperterrito... immobile... nei secoli! Spiaccicato!


Sagittario - 22 novembre - 21 dicembre
Quando scaglierete le vostre frecce.... attenti a non sbagliare mira. A volte si fanno danni maggiori, oppure, a pensarci bene, si centra un bersaglio più importante

Capricorno - 22 dicembre - 19 gennaio
Anche voi vi scornerete un po’, ma alla fine come solito andrete avanti a testa bassa... Peccato che il vostro segno, inizi il 22, ovvero il giorno dopo la fine del mondo... vi ritroverete con un palmo di naso!!!

Acquario - 20 gennaio - 18 febbraio
Per l’Acquario sarà un anno spettacolare!!! Pieno di idee, sogni, fortuna.. di tutto di più. I pittori nati casualmente sotto questo segno dipingeranno capolavori assoluti della storia dell’arte... specialmente per quelli fiorentini! E addirittura potranno anche essere fatti santi. Qualcuno potrà anche ricevere il Nobel per la pittura. I soldi saranno pochi, ma quello lo sapevo... tanto me li dipingo a solo!

Pesci - 19 febbraio - 20 marzo
Acqua in bocca... mi raccomando. Non dite in giro che l’oroscopo l’ho inventato di sana pianta. Ma d’altra parte ho usato la stessa scienza che usano gli oroscopatori, i taroccatori, i divinatori.... ovvero “la suprema scienza del tirare a indovinare” e la probabilità che i miei “Oracoli” si avverino è la stessa della loro.
Buon anno gente!

giovedì 29 dicembre 2011

Decalogo delle buone intenzioni perché il 2012 sia un anno migliore!











1 - Dipingere un capolavoro.
2 - Aiutare chi ha più bisogno.
3 - Bastonare i politici.
4 - Liberarsi dagli idioti.
5 - Donare un fiore ad una persona cara.
6 - Continuare a prendere lucciole per lanterne.
7 - Vivere ogni giorno come fosse l’ultimo.
8 - Dare spazio a chi non l’ho dato.
9 - Mettere le tagliole per le serpi che girano intorno.
10 - Comprarmi l’Ovation.

Buon Anno a tutti!!!!!!!

sabato 24 dicembre 2011

Trame Africane

Piccoli pazienti dell'ospedale di Kiirua


















Stamattina ho ricevuto la bellissima mail di Pasquale, e sono rimasto senza parole vedendo le foto del lavoro fatto all'ospedale di Kiirua. C'è anche la foto della stanza con la targa mia e di Carla, che non meritiamo assolutamente, anche perché tutto è stato fatto grazie a chi ha comprato le mie carte, a tutti i collaboratori di Trame Africane, a chi ha comprato le mie stampe, ha chi ha partecipato (anche perdendo!) alle aste e alle lotterie per i miei quadri, e Ciro e Grazia che sono, fin dall'inizio, le mie "spalle". Non credo di meritare tanto, ma comunque è il più bel regalo di Natale che potessi avere. E lo voglio condividere per tutti noi. Soprattutto per ribadire che con poco, e non esagero dicendo poco, si possono fare miracoli come questo. Se penso che con due strisciate di matita e due spruzzate di colore si avvera tutto questo.... è pura magia!
Auguri ancora!

L'ospedale
Questo non è un vanto, ma un onore da condividere con tutti voi!


Questa me la stampo e me la metto in cornice, soprattutto per
ricordarmi, nei giorni bui, quanto si può fare con poco!

Vista dell'ospedale

Un giorno, giuro, costringo Pasquale a raccontare la prima notte
passata all'ospedale e la nascita del primo bambino con
parto cesareo (se l'ospedale era ancora chiuso, la mamma e
il bimbo sarebbero morti inesorabilmente!)

Il bimbetto

Le cure!

La sala visite pediatriche

La sala d'attesa dell'ospedale

Pasquale..... il "cuore" di tutto!
(Senza dimenticarmi Armando, Angela e tutti gli altri...)
I Laboratori: Quando, con poco, si possono fare miracoli!



giovedì 22 dicembre 2011

Un augurio speciale di Buon Natale


Quest'anno voglio farvi degli auguri speciali.
Vorrei che pensaste un po', anche per un attimo a tutte le volte che non riuscite a fare o ad avere qualcosa, quando un piccolo mal di testa vi fa litigare con tutti e c'è chi, come la piccola Anna, affronta la sua vita con la sua sedia a rotelle dando gioia, sorrisi e amore senza chiedere null'altro in cambio che l'amore dei suoi genitori. 
Avremmo tutti tanto da imparare.
Quindi mandiamo un piccolo pensiero a chi con il dolore convive, e forse, il nostro Natale sarà un po' migliore!


PICCOL'ANNA

Piccol’Anna, con quei tuoi grandi occhi azzurri,
coperti da quelle lenti tanto grandi da nascondere un volto di bambina,
Piccola, con quei tuoi capelli scompigliati scorri incontro al mondo,
fiera e orgogliosa, del tuo essere e del tuo amore.
Scorri via veloce, sbattendo a destra e a manca
urti, strilli, canti, chiami, giochi,
poi ti fermi e poi riparti imperterrita! alla vita ed al dolore.
Scorri tra sedie, tavoli e persone,
Scorri tra la vita disonesta.
Scorri sulle tue ruote grandi e colorate.
e porti gioia ad ogni animo in ogni cuore.
Coi colori di una libellula la tua carrozza ti trasporta.
Con quelle ruote colorate di fiori e di farfalle
ti senti libera e leggera e scorri via nel mondo, alla conquista.
Non sai ancora di quante montagne infinite dovrai scalare
alte poco più di un misero scalino.
di quante volte t’innamorerai senza riscontro.
Di quanti muri troverai da rimbalzare.
Non sai dei sogni che s’infrangeranno
e quante lacrime versate invano.
Ma il tuo cuore sai, ne son sicuro vincerà su tutte le sfortune.
Piccol’Anna stanotte è la notte di Natale
e domani aprirai i tuoi pacchi pieni di balocchi.
Nascerà il figlio di Dio che porta gioia e amore,
come te, però,  tu figlia di un dio manchevole!

Maurizio

martedì 20 dicembre 2011

Luna Rossa

In un tempo indefinito, nel paese vicino a dove il sole sorge, c’era un piccolo villaggio fatto di gente semplice e lavoratrice. Ma li, non nasceva solo il sole, ma anche la luna, e, dato che era all’inizio del suo viaggio era bianca, grande e luminosa e, soprattutto, molto vicina!.
Nel villaggio, viveva una famiglia... padre magazziniere, madre con tanti figli da accudire. Una famiglia con figli come tante, non fosse altro per un particolare: una delle figlie, la più piccola, aveva la pelle di un chiarore unico, quasi bianco. Il suo nome non ha importanza, anche perché nessuno ormai più lo ricordava, poiché veniva chiamata da da sempre “Pelle di luna”
Da piccola non faceva caso al colore della sua pelle, era assolutamente normale. Come anche per i bimbi con cui giocava, anche se, messa a confronto, effettivamente faceva impressione.
Ma pian piano, crescendo, quella situazione cominciò a pesargli, stava diventando un’ossessione! Ormai se ne faceva una malattia. Non sopportava più quel suo manto pallido e trovava ogni modo per potersi dare un po’ di colore. Le amiche si davano quintali di cipria per avere la pelle candida e lei invece avrebbe voluto avere la pelle scura e le gote rosacee.
Cominciò a maledire anche la luna... non la sopportava più. Quando vedeve il suo latteo splendore, la sua rabbia aumentava.
Covò per tanto tempo quella rabbia e quel complesso.
Un giorno nel magazzino di suo padre, arrivò una merce di lacca rossa. Erano tantissimi barattoli. La sua mente provata dalla rabbia prese una decisione impossibile: Avrebbe dipinto di rosso la luna.
Preparò tutto con meticolosità. Aspettò la prima notte di luna piena e quando tutti andarono a dormire cominciò a girare nel villaggio prendendo tavole, sedie, scale e ancora tavolini, sgabelli e scalei. Cominciò col mettere un tavolo al centro del suo cortile e sopra una sedia. Poi sulla sedia una scala in equilibrio, e sempre in equilibrio sull’ultimo piolo un tavolino. Sul tavolino appoggiò ancora un’altra scala e, sempre in equilibrio un’altra sedia. Sulla sedia mise un palo, e in cima al palo ancora un’altra scala.
Continuò così per tanto tempo, finché arrivò finalmente davanti alla bianca e immacolata luna. Prese allora il pennello e cominciò a colorare la bianca distesa lunare. Colorava i crateri, le montagne e gli oceani lunari. E presa dalla furia di vendicarsi di quell’astro bianco finì presto il lavoro e poi guardò il suo lavoro soddisfatta.
E ne rimase anche estasiata da quella bellezza. Aveva fatto un capolavoro.
Purtroppo però le cose non andarono come sperava perché il colore che aveva dato cominciò a scendere giù da quella lunghissima colonna fatta di sedie tavoli e scale. Prendeva sempre più velocità e risucchiava dietro tutto il colore che lei aveva usato. Il colore rosso colò sulla terra e colorò tutto ciò che incontrava. Lei scese di corsa per vedere che era successo, e trovò un mondo completamente rosso: Case rosse, alberi rossi, tutti quelli che conosceva erano diventati completamente rossi e lei, rimasta l’unica a non essere stata investita dalla marea colorata, pallida, sembrava ancora più bianca di prima.
Per fortuna piano piano con le piogge che arrivavano dal mare,  tutto il rosso si sciolse e tutto ritornò come prima, ma il suo morale non poteva che peggiorare. Ma era decisa a riprovare. Non poteva darla vinta alla luna... l’avrebbe rifatto ancora!
Da quel giorno continuò in eterno e invano a colorare la luna. Tutte le volte che finiva il lavoro, inesorabilmente il colore colava e la luna riprendeva il suo candido splendore.
Quindi, quando alzerete gli occhi verso il cielo e vedrete il magico spettacolo della luna rossa, ricordatevi di Pelle di luna e ciò che il suo dolore vi regalerà per sempre!

Maurizio

venerdì 16 dicembre 2011

Il cuoricino di carta












Non so come, ma fu probabilmente che una bimba, in una mattinata piena di pioggia, prese delle forbicine, di quelle di plastica colorata e tagliò da un foglio sul suo quaderno di aritmetica un piccolo cuoricino. Non venne un granché bene e lo mise li in un angolo, sul tavolo, vicino alla finestra.
Passò del tempo e passato anche il maltempo, quella finestra fu aperta. Il riscontro fece volare fuori quel piccolo cuoricino di carta. Cominciò a volare, sempre più in alto. Correva insieme alle foglie... volava. Certo, ogni tanto sbatteva su un comignolo, su una tegola o su un’antenna. Allora cadeva su di un tetto e li riprendeva fiato... riposava.
Poi d’un tratto, il vento lo risollevava e lo riportava in alto. Gareggiava con storni e piccioni in fantastiche acrobazie.... era un cuore libero.
Però il vento finì all’improvviso e cominciò a cadere e vista la sua leggerezza, lo faceva piano piano, come una foglia... e piano piano si ritrovò su di una panchina.
E su quella panchina, fu per caso che sedesse un poeta. Di quelli un po’ sgangherati e sognatori. Prendendolo per un segno del destino, prese il cuoricino e con la sua penna con l’inchiostro blu turchese, cominciò a scriverci sopra dei versi... dei pensieri. Tutti erano per la sua amata, e più che ci scriveva e più che lo spazio da riempire diventava sempre più grande. Il viaggio del cuoricino sembrava averlo fatto diventare magico. Il poeta era come rapito da quel cuoricino, continuava a scrivere imperterrito, non poteva, ne osava, fermarsi. La sua musa l’aveva stregato, ed i suoi versi uscivano fantastici. Sarebbe diventato il più grande poeta di tutti i tempi. Continuò così a scrivere per ore, finché, spossato, si appisolò con ancora la penna e il cuoricino in mano.
Continuò a sognare versi, parole, frasi d’amore... e tutto nella sua mente si fece più chiaro.
Ma il vento riiniziò a soffiare.
Ed una folata, più forte delle altre, prese il cuoricino e lo portò su in alto. Sempre più in alto. Sovrastava tutti gli uccelli che volavano.... via, più su delle nuvole, e più in alto ancora.
Il suo viaggio nel cielo continuava sempre più in alto, finché arrivò alla luna... e lì si posò.
Quella distesa bianca... vergine.. pura.. l’aspettava.
Le parole che il cuoricino vi aveva portato si trasformarono in sogni, in desideri, in speranze e in amori. E’ da allora che la bianca luna è diventata il forziere dei nostri sogni!

Maurizio

domenica 11 dicembre 2011

sabato 10 dicembre 2011

I pennelli di Maurizio Vinanti colorano la Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa



Questo è il video dei quadri in esposizione. Buona visione a tutti.

L'inagurazione













Come al solito eccomi qui a ringraziare anticipatamente chi verrà e chi non ci potrà essere. Non ho parole e starò zitto. Però prendo l'occasione per dirvi che nel pomeriggio, dopo l'inaugurazione, pubblicherò il video con i quadri dell'esposizione. Spero che sarà di vostro gradimento. Grazie infinite a tutti. Maurizio

martedì 6 dicembre 2011

I Pennelli di Maurizio Vinanti colorano la Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa.


Ci siamo.
Innanzitutto si parte con la foto del soffitto della sala, così restate tutti a bocca aperta adesso, e quando entrate vi concentrate di più sui miei lavori. Poi c'è anche il simbolo della mia famiglia, che voglio di più!.
Sono 11 piccoli quadri sulla mia città, Firenze. Forse 12, l'ultimo ancora non ho deciso se lo porterò, non ne sono tanto entusiasta.
Sono tutti dei piccoli spaccati di una città attaccata ossessivamente ad un passato glorioso ma lontano, e ho voluto ironizzare su storia e tradizioni cittadine. Non tutti certamente, anche se la mia ironia è presente anche laddove il quadro è un semplice omaggio. Troverete il Davide, ma anche lo Scoppio del Carro e il Calcio Storico, i cappelli di paglia e la Rificolona, tutti rivisti con la mia fantasia, con i miei sogni e con i miei giochi.
Ma è, soprattutto e per l'ennesima volta, l'occasione per incontrarvi tutti e guidarvi nel mio mondo colorato di sogni e fantasie, certo che ne saprete apprezzare lo sforzo creativo.
Potrà piacervi o no, c'è chi come sempre criticherà e altri apprezzeranno incondizionatamente. E questo fa parte del gioco. Ma una cosa e sicura: è il mio ringraziamento a voi che mi seguite con così tanto affetto.



I Pennelli di Maurizio Vinanti colorano
la Biblioteca di Parte Guelfa
Sala dei Consoli 10 dicembre 2011 -  7 gennaio 2012
Inaugurazione : Sabato 10 dicembre 2011, ore 12.00
Orario: lunedì-venerdì 9.00 - 18.30 - Sabato 9.00 - 13.00  

martedì 22 novembre 2011

Le bolle di sapone












Vedere un bambino,
con mano tremante dall’emozione,
che soffia forte dentro quel cerchietto
e fa volare via quella magiche
e trasparenti bolle colorate,
è una delle cose più emozionanti da vedere.
Capisci poi
che quelle bolle
portano nell’aria gioia ed allegria
e ovunque cadono sprigionano gioia, risa
e poi scoppiando liberano nell’aria,
amore e sincerità.
E questo, sicuramente, perché i bimbi,
soffiando la loro anima dentro la bolla,
la diffondono nell’aria, nel mondo,
e danno vita, magicamente,
al loro mondo colorato.
Capità però, a volte,
che nel cerchietto a soffiarci siai un adulto.
E allora sono guai!
Infatti, il soffio che gonfia quelle piccole bolle,
non è più puro come quello di un bambino,
ma è contaminato da odio, rancore, rabbia,
violenza e tante altre nefandezze.
E le bolle le portano per l’aria.
E ogni tanto, scoppiando,
liberano quelle merci così dannose 
e ne contagiano il mondo,
lo rattristano,
lo devastano.
Capita a volte, però
che una di quelle piccole e colorate bolle,
contenga tutto l’amore possibile.
E così, per caso o per destino,
cada su di te,
e scoppiando,
in un fragoroso e assordante silenzio,
ti inondi e ti avvolga del mio amore.
Piccole bolle colorate,
d’incanto diventate messaggere,
come le frecce scagliate da Cupido,
del sentimento più puro e coinvolgente.

Maurizio.

venerdì 18 novembre 2011

I pennelli di Maurizio Vinanti colorano la Biblioteca di Palagio di Parte Guelfa



Ancora in corso l'esposizione "Lenta Mente" e già al lavoro per la nuova mostra di Dicembre.
Per la prima volta nel centro storico Fiorentino. Mi sono avvicinato tante volte, ma a due passi (e non in senso metaforico) dal Duomo e da Palazzo Vecchio, mai. Poi Al Palagio di Parte Guelfa non me lo sarei mai immaginato. Li, ho un ricordo importante e segnificativo. Negli anni '70 fresco studente all'istituto d'Arte di Firenze, dopo che ero cresciuto a pane, Rinascimento e Macchiaioli, mi trovai catapultato in un mondo artistico sterminato, pittori che fino a pochi mesi prima non avevo nemmeno mai sentito nominare. La prima uscita per una mostra, fu proprio al Palagio (credo fosse il '75) esponeva un certo Gustav Klimt, pittore viennese, presente nei libri di storia dell'Arte ma ancora non di fama internazionale. Ricordo perfettamente la mostra, i quadri, i colori, rimasi affascinato, tanto che la sua "Danae" la considero una delle opere fondamentali che hanno segnato la mia vita. La cosa buffa, è che a quella mostra c'eravamo solo noi della classe, e nessun altro. Il bello fu che 15 anni dopo la stessa esposizione rifatta a Palazzo Strozzi, dopo un'estenuante campagna pubblicitaria, aveva file interminabili e Klimt era diventato quello che è. Com'è strana la pittura. O forse com'è strana la gente che si fa così condizionare.
Comunque il mattino del 10 di dicembre alle ore 12 apriremo la mostra con un piccolo incontro che avremo con chi avrà la pazienza di seguirci. Io e Carla parleremo anche un po' delle nostre opere e sarà nostro piacere incontrarvi. La mostra rimarrà aperta fino al 7 di gennaio, dal lunedì al venerdi dalle 9 alle 18,30 e il sabato dalle 9 alle 13.
Voglio ringraziare di cuore Andrea Stoppioni, che è l'artefice di questo evento. Senza di lui non sarebbe stato possibile.
Vi aspetto tutti!

Questa era il testo d'ingresso alla mia mostra "50", ma credo che sia adatto anche per questa occasione.


Per me si va nella città sognante,
per me si va n'i' mondo colorato.
Giustizia volle che sì fosse reale.

Entrando qui t'avvolgeranno i sogni,
t'inebrieranno assai le parol di' core
e gli occhi di color ti stordiranno.

Per altra via andrai se un lasci fori
la poca voglia c'hai tu di stupirti
e, poscia, i' cor farti rapire.

Goditi appien delle dolci visioni
e, sicuro, tu ne farai tesoro.
Prendete ogni emozione o voi ch'entrate.

                                      Maurizio Alighieri

domenica 13 novembre 2011

Considerazioni su Silvio

Stamani, ascolto la radio, guardo i tg, leggo commenti sui social network, e mi domando: “ma di che cavolo è contenta tutta questa gente?” Un primo ministro si è dimesso, non sarà ne il primo ne l’ultimo. Non sarà il primo ad aver fatto poco o niente. Anzi forse avrà fatto tanto, ma non nel senso comune che gli viene attribuito. Ci lascia un’eredità pesante, drammatica, che non è certo quella politica ne sociale. Ma: quella culturale. Certo, non è, e non può essere soltanto lui il responsabile. C’è una serie di fattori che hanno concorso alla realizzazione di un concetto di vita che da lui prende il nome: Il berlusconismo!
In questi ultimi vent’anni abbiamo visto nascere e crescere la cultura televisiva e fatico tanto a chiamarla cultura, ma è un appellativo chi se sono dati, forse, per sentirsi più importanti. Hanno creato un mondo, dove regna l’effimero e non ha lasciato più posto ai sogni, all’immaginazione, alla fantasia. Tutto ha avuto un costo, ed il conto adesso ci viene presentato. La cultura, quella vera, è stata relegata in un ’angolo, facendo credere alle masse che fosse una cosa parassitaria invece di essere traino com’era stata fino ad allora.
Pittura e scultura diventati solo effemiri oggetti d’arredamento, la musica un sottofondo per spot e centri commerciali, l’architettura un affare per politici corrotti, la poesia... bhè, quella quella è rimasta patrimonio di pochi poveri sfigati!
La cultura dell’”appaio ergo sum” ci ha invaso. Vedo una massa di ragazzi rincoglioniti davanti alla tv a farsi rimbrodolare il cervello dai vari talent show di turno. Madri che “vendono” le proprie figlie col miraggio di farle diventare miss o veline. I loro padri nei centri commerciali a accapigliarsi per comprare l’inutile. La cultura di massa che fa credere a tutti di essere ogniscenti.  Il valore delle persone misurato per quello che hanno e non per quel che sono... e poi la domenica tutti a messa a fare i moralisti! E che dio li fulmini tutti!.. se dio non è uno di loro naturalmente. (visto che è a sua immagine e somiglianza)
Ecco: Tutto questo è l’eredità di Silvio.
Non quella politica. I politicanti faranno alla svelta a lavarsi la faccia e cambiare le cose, e dimenticarlo. Ma quello che ci lascia, ho paura, è una grossa eredità nella nostra vita, o almeno nella vita di una gran parte degli italiani. Anche quelli che l’hanno sempre detestato, ma ne hanno assimilato tutti i peggiori vizi e costumi.
Però alla fine, come al solito, la Cultura (quella con la C maiuscala) ce ne porterà fuori!
Ci vorrà tanto tempo, ma succederà, ne sono sicuro.

Maurizio

martedì 8 novembre 2011

Volare

Vorrei prenderti le mani e
stringerle delicatamente, e poi,
piano piano,
iniziare a volare.
Volare nel mio mondo,
fatto di colori,  di luci,
di paesaggi incantati,
di paesi antichi e sogni irrealizzati.
Volare e planare,
scorgere nuove visuali e nuovi mondi.
Crearne altri totalmente colorati.
Portare colore dove il grigio regna.
Dar vita alla più insignificante noia.
Poi correre impazziti lungo valli,
che costeggiano colline colorate.
Attraversare città e paesi.
Pieni di vita e di sorrisi.
Poi fermarsi e distendersi.
Guardare le nuvole nel cielo.
Guardarle mentre corrono e si trasformano,
per dar vita ai nostri intimi desideri.
Poi ricorrere,
e tenendosi ancora per mano,
riprendere il volo!
Verso la luna,
la, dove il mio cuore vive.
E la’, guardarti nel profondo degli occhi
e perdersi....inesorabilmente.

Maurizio

domenica 6 novembre 2011

Lenta Mente


..... E' fatta. Ormai l'inaugurazione è andata. Una folla impressionante. C'era veramente tantissima gente e tutti andavano via soddisfatti dopo aver visto le opere esposte. Sono più che contento. I complimenti ricevuti sono stati tantissimi e voglio ringraziare tutti quelli che hanno apprezzato il mio lavoro... ma non mi abituerò mai. Grazie a tutti quelli (e sono tanti) che hanno apprezzato il mio lavoro e non mi conoscevano affatto. Grazie anche a chi non è potuto essere presente, so che era accanto a me. 
L'affetto ricevuto è stato immenso e penso sempre di non meritarmelo. Grazie.
Un Grazie grandissimo va a Laura, Giovanna e Cristina, che con la loro bravura, hanno saputo mettere insieme artisti con linguaggi molto lontani, e hanno creato un evento veramente completo e molto interessante. Complimenti veramente. Siete state Bravissime.
.... e poi, Laura, non ha piovuto!








































...e a questo indirizzo trovate il video sulle opere presenti alla mostra. Buon divertimento! e spero che vi faccia anche riflettere!

http://www.youtube.com/watch?v=iHFifzThsGE&feature=feedu