lunedì 28 aprile 2014
Mythos & Kosmos
Sabato 17 Maggio alle ore 15, inaugureremo a Villa Pozzolini in Viale Guidoni 188, a Firenze, in collaborazione col Q5/Comune di Firenze, la mostra Mythos&Kosmos con le mie pitture e le poesie di Carla Adamo.
L'esposizione ripercorrerà la mitologia etrusca con i suoi Dèi e il loro significato, visti però attraverso la mia particolare arte surreale. Il lavoro è frutto di una lunga ricerca, per far sì che venissero conosciute le varie divinità che sono arrivate ai nostri giorni mediate però in gran parte dalla cultura e storiografia dominante romana.
Saranno presenti schede informative per dare il giusto valore ad un popolo che è nelle nostre origini, e parleranno degli Dèi, della loro origine e la storia del loro popolo. Le poesie di Carla Adamo accompagneranno, come di consuetudine, i quadri sviscerandone il significato del Dio in questione. Poi il percorso prenderà la strada divinatoria, di cui loro erano maestri e si rivolgerà verso la volta celeste e, a questo punto, ci sarà un planetario dell'associazione "Amici delle Stelle" che aiuterà lo spettatore a capirne i misteri, e osservando sia il cielo degli etruschi, che quello del nostro tempo.
La mostra sarà aperta dal 18 al 24 maggio tutti i giorni dalle 9 alle 19 escluso il lunedì dalle 14 alle 19.
Ti aspetto. Maurizio Vinanti
martedì 25 marzo 2014
Carletta
Oggi è un giorno qualunque. Non c’è nessun evento da ricordare né da festeggiare. Nessun compleanno e nessuna ricorrenza o nessuna festa imposta dal marketing. Ecco, appunto, oggi è la nostra festa. Cioè, mi spiego meglio. Io considero la festa mia e della mia Carletta, tutti i santi giorni, da quando, trentasei anni fa, invece di prendere un treno che mi avrebbe portato verso un’altra vita, andai in un localetto Fiesolano e la incontrai. Quegli occhi noscosti dalla capigliatura riccioluta e dal quel lungo vestito nero, mi colpirono e… cominciammo a parlare. Lo facemmo per un’intera settimana, raccontandoci, tutto, la nostra vita, i nostri sogni, le nostre storie, finché esattamente una settimana dopo mi chiese ingenuamente: “Ma noi stiamo insieme?” E io gli risposi candidamente “Io credevo di si!” Cominciò così la nostra avventura insieme e come disse Don Ferri il giorno del nostro matrimonio: “Stiamo perdendo tempo oggi, voi siete già sposati dal giorno che vi siete conosciuti”.
Tutti i santi giorni parliamo, continuamente. Beh, forse lei “un po’” di più, ma la nostra vita è questa. Non ci facciamo mai regali, nei giorni di cosiddetta festa, ma ce li facciamo nei momenti più imprevisti. Per noi è bello così. Ma il regalo più bello è stato quando ha cominciato a scrivere poesie per i mie quadri. Di meglio non avrebbe potuto fare. E così, da piccoli oggetti regalati, siamo arrivati a biglietti, oggetti e cose fatte da noi.
Viviamo praticamente attaccati 24 ore su 24 e qualcuno qui storcerà la bocca, ma noi no! E’ la nostra essenza, quella che probabilmente ci permette di creare quello che creiamo. Certo, non è tutto oro, a volte litighiamo di brutto, ma dura solo 2 minuti, poi tutto svanisce e ci riabbracciamo… non ne possiamo fare a meno. E’ come una droga.
Carletta per me è tutto. Mia moglie, ma anche fidanzata, migliore amica, collaboratrice artistica, amante, “vittima preferita” (gliele combino di tutti i colori), bersaglio favorito dei miei pizzicotti.
Facciamo tutto insieme, o almeno, quasi. Scherzando abbiamo fatto un patto matrimoniale: Io faccia da mangiare e la spesa e tu fai resto! Ma fare da mangiare con lei è facile… mi fa trovare sempre tutto pronto e la spesa, beh, la facciamo sempre insieme. E’ l’occasione per la nostra passeggiata giornaliera.
Comunque un difetto enorme ce l’ha… Non soffre il solletico maremma ridolina…. Lo sai come l’avrei fatta verde!
sabato 8 marzo 2014
8 Marzo
Donne
Auguri alle donne, tutte! A quelle belle e a quelle….
No, quelle brutte non esistono, sono solo un’invenzione di qualche maschio poco furbo.
Auguri a tutte quelle che lottano per vivere; contro il dolore, sia fisico che d’amore.
Auguri a tutte quelle che cullano il bambino e a quelle che il proprio figlio l’hanno perso.
A quelle che hanno perso il lavoro e con esso la loro dignità.
Auguri a quelle che studiano per diventarle, e a quelle che nonostante tutto non lo diventeranno mai.
Auguri a quelle che ancora non hanno capito quanti anni hanno, e a quelle che nonostante tutto sono ancora delle bambine.
Certo, auguri anche a quelle che sono vecchie dentro e che non sanno godere la vita.
Auguri a tutte quelle che ho conosciuto ed ho incontrato.
Auguri a quella che soprattutto mi sopporta (e mi supporta) e che condivide straordinariamente la mia vita.
Auguri a quelle che purtroppo son lontano e che oggi vorrei abbracciare.
Ed a tutte, ma proprio tutte, vorrei poter regalare un sogno, uno qualsiasi.
Che le faccia vivere, come meritano, da regine.
Accontentatevi per ora di un piccolo fiore. Per il sogno e per il prossimo 8 marzo... mi sto attrezzando.
venerdì 21 febbraio 2014
Voglio essere Ucraino
Voglio essere Ucraino.
Me lo sto ripetendo da giorni leggendo i giornali. Sono stanco di questa Italia ormai in avanzato stato di decomposizione. Gli Ucraini sono in piazza a dare la vita per poter avere, semplicemente... la libertà. Per essere contro un governo di malaffare, una giustizia piena di corruzione, imprenditori che la fanno da padrone e una polizia violenta. Mi domando, continuamente:
“ma che c’è di diverso tra noi?”
Abbiamo forse la libertà o ce l’hanno tolta le banche che con l’aiuto di politici infami ci hanno tutti soggiogati?
Abbiamo una legge uguale per tutti oppure un pensionato che ruba una mela finisce dentro senza condizionale e i politici (col misero fomentapopolo in prima fila) invece che con condanne pesanti vengono addirittura ricevuti al quirinale?
Abbiamo anche noi grandi imprenditori corrotti e corruttori che condizionano pesantemente la vita degli italiani con le loro scellerate azioni?
Abbiamo una polizia per i cittadini oppure una che picchia i pensionati o gente inerme (Diaz… tanto per ricordare... e non ricordare Aldrovandi ecc. ecc.) salvo poi scortare gli adoratori di silvio addirittura dentro un tribunale della repubblica o fare il servizio d’ordine ad un pregiudicato che si permette un comizio pur essendo agli arresti domiciliari? (senza contare le scorte che fanno a gruppi di protesta di estrema destra)
Ma italiani, che fate?
State tutti a guardare Sanremo, il calcio in tv, i programmi demenziali delle reti mediaset…. Certo vi lamentate, ma poi comprate il telefonino nuovo. Che tristezza. Se le poche speranze di cambiare sono riposte in un boy-scout (dio ce ne scampi e liberi) o in un comico da quattro soldi, siamo proprio messi male. Anzi. Da oggi divento Ucraino. E con la U maiuscola.
Non italiano! Un povero popolo di piagnucoloni pezzenti, bravi solo a farsi grandi col nulla.
Prendete esempio dai nostri fratelli Ucraini, avreste tanto da imparare. Vi siete fatti incantare per vent’anni da uno squallido imbonitore e ora piangete se non arrivate a fine mese. Andate tutti cordialmente a cacare… vi meritate tutto quello che sta succedendo... e il peggio che potrà arrivare.
Io mi salvo… da oggi sono Ucraino! (comunque vada a finire)
giovedì 13 febbraio 2014
In fondo al cuore.
Lì, in fondo al cuore,
in un angolo nascosto
è coricato un sentimento straordinario.
Fermo immobile, aspetta.
Probabilmente un tempo
che non verrà mai.
Ed è conservato come un tesoro
dal valore inestimabile.
E soltanto a te sarà donato.
martedì 11 febbraio 2014
Capitolo XXXVI.
Finalmente Pinocchio cessa d’essere un burattino e diventa un ragazzo.
Ecco, dopo un annetto da quando ho iniziato a raccontare questi disegni, oggi finisce l’avventura. Si completa tutto. Il mio Pinocchio diventa bambino e inizia la sua vita nel mondo “normale” fatto di scuola, di fogli bianchi da colorare, di ginocchia sbucciate, di rimproveri, di gioie immense. Comincia la vita, come quella di chiunque abbia in qualche modo contribuito alla “mia” storia, nel bene e nel male. Da quel giorno, sotto l’ombrellone, chiacchierando amabilmente, dove è nato questo progetto, è stato un ripercorrere tutta la mia storia che si è fusa con quella del burattino. Ma che ci posso fare... è sempre stato nel mio destino.
Vorrei ringraziare un po’ tutte le persone che hanno permesso che tutto questo si realizzasse. Da Nadia, Andrea, Ivanhoe e Maggie (che hanno sopportato tutte le mie parole), Ciro e Pasquale finendo a tutti quelli che ho messo nel mezzo!
Poi concludo con una letterina che, se Pinocchio ormai adulto, avesse potuto, sicuramente avrebbe scritto:
Cari ragazzi, ormai sono passati tanti anni dal risveglio di quel sonno che mi aveva visto trasformato in bambino! Non stavo più nella pelle per la felicità. Era come nascere una seconda volta, ma questa per davvero.
Certo, sono stati anni difficili, pieni di impegno, studio e lavoro. Anni di soddisfazione e di rimpianti, vedete, non sono stato tanto perfetto ed errori ne ho fatti tanti come li fate voi da bambini e li farete poi da grandi.
Adesso è giunto il momento di una bella riflessione. Quando ero un burattino correvo, saltavo, cascavo ma libero da fili che mi guidassero o mi sorreggessero come invece era per i mie amici burattini di Mangiafoco e così lo sono diventato da bambino. Certo non da fili reali, ma da quelli immaginari imposti dalle regole e dalle convenzioni.
Questa è la vita a cui vi dovrete abituare; ma esiste una grande medicina a tutto questo. Sognare e fantasticare. Solo continuando a sognare sarete sempre liberi, lottando per i vostri sogni e per le vostre speranze. Quindi immergetevi ogni tanto nei vostri sogni fantastici e respirate a pieni polmoni quell’aria colma di fantasmagorico. Vi renderà forti e fieri di quel che siete e poi create il più possibile, vi farà sentire onnipotenti.
Una sola preghiera. Portatevi sempre un piccolo Pinocchietto sul cuore: Vi renderà la vita più bella.
con affetto Pinocchio
mercoledì 29 gennaio 2014
Capitolo XXXV.
Pinocchio ritrova in corpo al Pesce-cane... chi ritrova? Leggete questo
Capitolo e lo saprete.
Questo capitolo non m’è mai piaciuto! Non so perché. Forse perché insiste sul buio e io il buio lo odio e il capitolo si svolge quasi tutto al buio (e lo ripeto di continuo quasi esorcizzandolo). Amo i colori, la luce, e questo, sicuramente lo avrete certamente capito da i miei lavori. Poi, rimasto scioccato dallo squalo imbalsamato, non avevo proprio tanta voglia di leggerlo. Pinocchio, sì, ritrovava il suo Babbo, ma in fondo era un babbo finto… non poteva esserlo… Pinocchio era di legno. E poi c’era il mare… l’acqua… e io, come per il buio, non la amo particolarmente! Fosse solo per tutta quella che ho bevuto tutte le volte che ho cercato, invano, di nuotare. Visto dal fuori, invece il mare lo adoro! Quello spazio sconfinato che mi fa immaginare dall’altra parte mondi immaginati. Come diceva in un suo saggio, il Collodi, Noi Fiorentini siamo vegetali abbarbicati ai selciati della nostra città. E tutto quello che c’è al di la delle mura, è un mondo di sogno, di fantasia. Ecco, quello è per me il mare: Una strada per andare in un altro mondo… immaginato… fantastico.
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